Gravidanza, ritocchi estetici e altre cose che nessuno (a parte Jennifer Lawrence) vi dirà

«Voglio essere una mamma sexy». Jennifer Lawrence, 36 anni, antidiva per eccellenza, è celebre per non avere peli sulla lingua. È stata in grado di cadere sul palco degli Oscar, trasformando immediatamente l’imbarazzo in autoironia. Oggi lo fa con qualcosa di molto più personale: il proprio corpo dopo la maternità.

In una recente intervista a The Cut l’attrice ha parlato apertamente delle proprie scelte estetiche: dal Baby Botox per distendere le rughe del volto senza congelare l’espressività alla chirurgia al seno dopo il secondo parto, dichiarandosi possibilista verso altri interventi in futuro. 

Non sembra interessata a costruire l’immagine rassicurante della celebrity che “invecchia naturalmente”, tanto meno le interessa difendersi dall’accusa di essersi rifatta. Finalmente una donna che mette a fuoco uno dei tabù che ruotano intorno alla gravidanza: perché una donna dovrebbe smettere di voler essere desiderabile nel momento in cui diventa madre?

Dopo una gravidanza il corpo diventa improvvisamente di tutti
Sul corpo delle donne, dopo la maternità (ma non solo), sembra essere aperta una consultazione pubblica permanente.
Per anni abbiamo visto celebrity fotografate poche settimane dopo il parto e sottoposte ad interrogatori pubblici da santa inquisizione: “ha già perso peso?” ,“È tornata come prima?”, “Si è lasciata andare?” ,“Avrà fatto qualcosa?”

Uno degli episodi più emblematici fu quando Chris Evans fece salire Victoria Beckham su una bilancia in diretta nazionale per verificare il suo peso a soli sei mesi dalla prima gravidanza, in un periodo in cui il suo corpo era già costantemente preso di mira dai tabloid (che la etichettavano crudelmente come "Porky Posh" o "Skeletal Posh").

Un’esperienza che lei ha definito «profondamente umiliante e dolorosa».

Dimagrire troppo velocemente può diventare sospetto. Non perdere i chili della gravidanza può diventare una colpa. Accettare i cambiamenti significa mostrare il fianco all’accusa di trascurarsi. Decidere di modificarli espone al giudizio opposto.
Il risultato è un doppio standard difficile da vincere.

Anche quando si tratta di persone comuni, il corpo di una donna non cessa di essere territorio di un dibattito pubblico, generatore di polemiche, critiche e consigli non richiesti. 
La maternità può modificare pelle, seno, addome, volumi, tessuti e distribuzione del grasso. Non esiste una risposta “giusta” a questi cambiamenti. C’è chi li vive senza alcun disagio. Chi desidera recuperarne alcuni aspetti. Chi decide di intervenire. Chi non vuole fare assolutamente nulla.

Nessuna di queste scelte rende una donna una madre migliore o peggiore.

La gravidanza produce reali modificazioni ormonali, vascolari, immunologiche e cutanee. Acne, melasma (macchie sul viso causate dai cambiamenti ormonali in gravidanza), alterazioni della barriera cutanea e cambiamenti dei capelli possono comparire o modificarsi durante questa fase e nel postpartum. Molti fenomeni migliorano spontaneamente, altri possono persistere più a lungo.

Uscire dalla retorica della “brava madre” significa partire da una semplice consapevolezza: non c’è l’obbligo di correggere quei cambiamenti né bisogna amarli per forza.

Gravidanza e allattamento: cosa fare e non fare in medicina estetica

Gravidanza e allattamento non sono la stessa condizione dal punto di vista farmacologico e della sicurezza dei trattamenti di medicina estetica.

Durante la gravidanza la regola più prudente è molto semplice: i trattamenti estetici non necessari si rimandano. Non perché Botox, filler, laser o peeling siano stati dimostrati pericolosi in ogni circostanza, ma perché per molte procedure mancano studi sufficienti a garantirne la sicurezza. Inoltre, i cambiamenti ormonali della gravidanza possono modificare pigmentazione, sensibilità cutanea, vascolarizzazione e risposta ai trattamenti, rendendo anche il risultato meno prevedibile.

Per questo di norma vengono posticipati tutti i trattamenti a base di tossina botulinica, filler e altri iniettabili, laser e luce pulsata, dispositivi a energia e peeling medi o profondi. In questa fase è preferibile concentrarsi su una skincare essenziale: detersione delicata, idratazione e fotoprotezione, discutendo con il medico l’uso di attivi come retinoidi, idrochinone, acido salicilico ad alte concentrazioni o prodotti soggetti a prescrizione.

Durante l’allattamento il quadro è più sfumato, ma la prudenza resta fondamentale. Non tutte le procedure hanno lo stesso grado di evidenza e molte vengono ancora rinviate proprio perché i dati disponibili sono limitati. La valutazione deve quindi essere fatta caso per caso, considerando tipo di trattamento, principio attivo, area da trattare, quantità utilizzata, stato di salute della madre e fase dell’allattamento.

La regola più utile resta informare sempre il medico di una gravidanza in corso, del desiderio di cercarla o dell’allattamento prima di qualsiasi trattamento. In una fase così delicata, rimandare una procedura estetica di qualche mese è quasi sempre preferibile a esporsi a un rischio non ponderabile.

Jennifer Lawrence e la medicina estetica: voglio fare la mamma sexy Jennifer Lawrence racconta a The Cut di baby Botox, chirurgia al seno e lifting Dopo una gravidanza il corpo diventa di tutti: il processo pubblico alle mamme celebri Il tuo corpo non è un dibattito: Victoria Beckham sulla bilancia in TV nel 1999 Trattamenti di medicina estetica post gravidanza: PRX-T33, Profhilo, Botox, filler, Morpheus8 La gravidanza non cancella la tua identità
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‍E se dopo il parto e l’allattamento volessi fare qualcosa per me?

Una volta superata questa fase - e solo dopo un’adeguata valutazione medica - esistono diversi trattamenti che possono essere presi in considerazione in base alla problematica da affrontare.

Se il cambiamento riguarda soprattutto qualità, luminosità o texture della pelle, il medico può valutare peeling superficiali, microneedling o protocolli di biostimolazione.

Per la disidratazione o la perdita di elasticità, possono entrare in gioco trattamenti a base di acido ialuronico o skinbooster.

Per le rughe d’espressione, la tossina botulinica (Botox o Baby Botox) resta uno degli strumenti più consolidati e sicuri della medicina estetica.

Quando invece sono cambiate proporzioni e volumi, il filler può essere preso in considerazione dopo una valutazione anatomica.

Per texture, cicatrici, lassità e compattezza cutanea esistono inoltre tecnologie come laser, microneedling e radiofrequenza frazionata.

Anche la zona V può essere oggetto di trattamenti di ginecologia estetico-funzionali per migliorare volumi, qualità dei tessuti, idratazione e benessere intimo.

‍Nessuna corsa al “ritorno alla forma”: il corpo deve prima stabilizzarsi

Non esistono “pacchetti standard post-gravidanza” e la retorica del “tornare come prima” è uno degli aspetti più insidiosi anche dal punto di vista psicologico.

Una pancia più rilassata, per esempio, può dipendere dalla pelle, dalla distribuzione del tessuto adiposo oppure da una diastasi dei muscoli retti, una condizione anatomica che richiede una valutazione specifica e non va trattata come un semplice inestetismo.
Allo stesso modo, una perdita di volume del seno dopo parto e allattamento è una modificazione fisiologica molto comune, che può essere valutata con approccio conservativo o chirurgico a seconda dei casi.

Nei mesi successivi al parto continuano a verificarsi modificazioni ormonali e tissutali. Il peso può cambiare, il seno può modificarsi ulteriormente durante e dopo l’allattamento, la pelle può recuperare parte della propria elasticità e alcuni disturbi dermatologici possono attenuarsi spontaneamente.

Intervenire troppo presto in molti casi può significare trattare una condizione non ancora stabilizzata, compromettendo il risultato del trattamento.

Una smagliatura recente, ad esempio, si comporta diversamente da una smagliatura ormai matura. Una lassità addominale può modificarsi nei mesi successivi. Un melasma può evolvere con il cambiamento ormonale e l’esposizione solare.

Il tempo, in questo senso, è parte della terapia. Per questo la prima cosa utile dopo una gravidanza è fare una valutazione medica personalizzata per programmare tempistiche e tipologie di trattamento effettivamente utili.

‍La maternità non ti cancella 

Un aiuto medico qualificato può aiutare a stabilire cosa è possibile fare, quando è opportuno farlo e quali risultati siano realistici.

Diventare madre non cancella la sessualità, il desiderio di piacersi, la vanità, il bisogno di riconoscersi allo specchio. La possibilità di voler fare qualcosa che riguardi soltanto te stessa, non sottrae attenzioni e soprattutto non metterà mai in discussione il tuo “essere una brava madre”.

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